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XX Trofeo Isabella De Medici

L’Associazione Storico Culturale Caracosta, in collaborazione con la F.I.Sb. e col patrocinio del Comune di Cerreto Guidi, organizza il XX° TROFEO ISABELLA DE' MEDICI

XX Trofeo Isabella De Medici

La manifestazione comprenderà le specialità di singolo, coppia e piccola squadra under 15 e Singolo, Coppia, Piccola e Grande Squadra assoluti e si svolgerà in data 14 Giugno 2015 a Cerreto Guidi presso Piazza Saint Marcel.

 

PROGRAMMA

Ore 9.00 Arrivo dei gruppi e disbrigo pratiche burocratiche

Ore 10.00 Cerimonia Inaugurale e saluto delle Autorità

Inizio Gare: specialità di Singolo,Coppia e Piccola squadra Under 15

Singolo e Piccola Squadra Assoluti

Ore 13.00 Pausa Pranzo

Ore 16.30 Ripresa Gare: specialità di Coppia e Grande squadra Assoluti

Ore 18.00 Cerimonia di Premiazione e chiusura manifestazione

 

PREMI_ASSEGNATI: (secondo il vigente regolamento F.I.Sb)

  • 1° Classificato per ogni specialità tradizionale

  • XX° Trofeo Isabella De’ Medici (combinata fra assoluti-considerando miglior singolo e miglior coppia per Gruppo)

  • XI° Premio Musici in ricordo di Alessandro Palatresi

Gruppi partecipanti

Compagnia Sbandieratori Società dei Terzieri Massetani - Massa Marittima

Gruppo Musici e Sbandieratori San Michele in Caprugnana - Castelfranco di sotto

Gruppo Musici e Sbandieratori Rione San Michele - Pescia

Gruppo Storico Sbandieratori e Balestrieri Città di Volterra -Volterra

Rione Giallo - Faenza

Rione Nero - Faenza

Gruppo Storico Musici e Sbandieratori Le Fiamme di Caracosta - Cerreto Guidi

 

In caso di maltempo la manifestazione si svolgerà presso il Centro Sportivo di San Miniato Basso

Via Ribaldinga,1


Scritto da: Ale86 il 23/5/15 - Commenti: 0


La contrada

La contrada Porta Caracosta prende il nome dalla porta di meridione dell'antico borgo di Cerreto da cui si accedeva al luogo detto "Chiaracosta".
La bandiera è costituita da uno stemma mediceo in campo bianconero poichè il suo territorio è dominato dalla grandiosa mole della Villa, antica dimora estiva e di caccia della famiglia Medici di Firenze, e dai Ponti Medicei. La contrada Caracosta, con i suoi tenaci combattenti, vanta un albo d'oro da fare invidia: ha vinto nove edizioni del Palio del Cerro e quindici edizioni del Palio dei Ragazzi. Inoltre ha ottenuto numerosi altri riconoscimenti, tra i quali emerge il premio assegnato nel 1970 per "La contrada più bella". Negli ultimi anni Caracosta ha dato nuovo impulso al Palio del Cerro con la costituzione di un gruppo di musici e sbandieratori "le Fiamme di Caracosta" che dal giugno del 1993 animano le sfilate storiche del Settembre Cerretese. Oggi questo gruppo, a prezzo di estenuanti sacrifici, non rappresenta soltanto uno dei numerosi elementi del Palio del Cerro, ma vive ormai di luce propria, è conosciuto, apprezzato e chiamato ad esibirsi in numerose località d'Italia e d'Europa. I giovani bandierai, nel segno della vera amicizia che li unisce, cercano, con i loro vessilli, di lanciare un messaggio di libertà, amore, fraternità e di sviluppare e diffondere gli antichi giuochi e sport della bandiera.

  • descriptionVilla Ferdinanda
  • descriptionIrriducibili
  • descriptionCopparo
  • descriptionPalio - Bigongia

La storia degli sbandieratori

Gli Sbandieratori nacquero alla fine del 1400 come "segnalatori" durante le numerose guerre: a ttraverso lanci e sventolii dei vessilli, secondo un codice ben preciso, avevano il compito di comunicare con i propri reparti indicando, in questo modo, l’attimo più propizio per l’attacco, i movimenti da effettuare con le truppe e le fasi salienti della battaglia. Il maneggio delle bandiere era affidato a bravi militi che si impegnavano a difendere le proprie insegne sino alla morte, poiché preziosi erano i valori


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rappresentati da quel drappo. Il telo della bandiera era realizzato con una striscia di stoffa o di pelle in diversi e molteplici colori, in modo tale che gli sbandieratori potessero essere riconosciuti dalle proprie truppe. Nelle Accademie Militari e nei Collegi di Educazione Militare veniva insegnata l’arte di sventolar la bandiera, poiché i Signori d’Italia consideravano quest'arte utile al

mantenimento del proprio potere. In seguito, nel Seicento, i giuochi di bandiere erano frequenti presso le Corti dei grandi Principi Italiani, come intrattenimento di dame e cavalieri.