Porta Caracosta

Contrada del Palio del Cerro - Cerreto Guidi

Gruppo Musici e Sbandieratori “Le Fiamme di Caracosta”

Le Fiamme di Caracosta si sono formate nel 1993, con il preciso intento di introdurre la cultura della bandiera a Cerreto Guidi, nel contesto del Palio del Cerro.

Oggi questo gruppo, a prezzo di estenuanti sacrifici, non rappresenta soltanto uno dei numerosi elementi del Palio, ma vive ormai di luce propria, è conosciuto, apprezzato e chiamato ad esibirsi in numerose località d'Italia e d'Europa. Il gruppo conta circa 50 elementi fra tamburi, chiarine, sbandieratori e figuranti, i quali, indossando costumi che si rifanno al secondo '500 fiorentino, danno prova della loro destrezza in esibizioni e competizioni agonistiche.

Dal 1997 il gruppo è affiliato alla Federazione Italiana Sbandieratori e da allora ha partecipato a numerose edizioni dei campionati nazionali assoluti e dei campionati nazionali storico-coreografici, in cui vanta 2 successi, nel 2001 a Firenze e l'anno successivo a Conegliano Veneto.

La Contrada inoltre organizza il torneo indoor di musici e sbandieratori “Città di Cerreto Guidi”, manifestazione che ormai richiama a Cerreto Gruppi Storici da ogni parte d'Italia.


La storia degli sbandieratori

Gli Sbandieratori nacquero alla fine del 1400 come "segnalatori" durante le numerose guerre: attraverso lanci e sventolii dei vessilli, secondo un codice ben preciso, avevano il compito di comunicare con i propri reparti indicando, in questo modo, l’attimo più propizio per l’attacco, i movimenti da effettuare con le truppe e le fasi salienti della battaglia. Il maneggio delle bandiere era affidato a bravi militi che si impegnavano a difendere le proprie insegne sino alla morte, poiché preziosi erano i valori rappresentati da quel drappo. Il telo della bandiera era realizzato con una striscia di stoffa o di pelle in diversi e molteplici colori, in modo tale che gli sbandieratori potessero essere riconosciuti dalle proprie truppe. Nelle Accademie Militari e nei Collegi di Educazione Militare veniva insegnata l’arte di sventolar la bandiera, poiché i Signori d’Italia consideravano quest'arte utile al mantenimento del proprio potere. In seguito, nel Seicento, i giuochi di bandiere erano frequenti presso le Corti dei grandi Principi Italiani, come intrattenimento di dame e cavalieri.

In ricordo di

Non possiamo scordare chi purtroppo non è più fra noi, li ricorderemo per sempre, ad ogni squillo delle chiarine, rullo dei tamburi e sventolio delle bandiere

Alessandro Palatresi (I' Pampa)



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